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Testimonianze

2009

Mariangela

È difficile mettere nero su bianco decisioni, esperienze, emozioni, difficoltà, gioie e quant’altro.
La scelta di sperimentarmi nel campo della solidarietà e dell’altruismo nasce anche e soprattutto dal bisogno di accrescere la mia sensibilità, lato del mio carattere che sempre ho percepito abbastanza spiccato.

Credo, infatti, che una persona possa ritenersi completa, adulta e matura solo se, oltre a sentimenti di “egoismo” e salvaguardia di sé naturali e fondamentali per la nostra specie, sviluppi quei sentimenti di altruismo che lo porta a percepire e capire le difficoltà degli altri e a spendere le proprie risorse per un aiuto.

Ho citato “l’egoismo” come positivo in quanto salvaguardia per noi stessi ma lo cito anche strettamente associato al concetto di solidarietà. Vi sembrerà strano, ma ritengo giusto smascherare quel concetto, per me, di finto perbenismo che spesso si sente dire: “faccio volontariato perché una persona ha bisogno di me”.

Ovvio considero questo uno delle spinte ad intraprendere un percorso di questo tipo ma non voglio assolutamente dimenticare, o nascondere il fatto che, dietro un’azione di solidarietà, accresciamo la nostra autostima, ci sentiamo eroi nel nostro piccolo, ci sentiamo sicuramente meglio con la nostra coscienza e questo sicuramente ci pone in una condizione di maggior benessere “spirituale”.

Inoltre, va ricordato che, quest’avvicinamento alla solidarietà è avvenuto per me nel Vostro ente grazie ad un progetto di servizio civile che risponde a pieni diritti al Nostro Dovere Civico. Fatta questa premessa vorrei ringraziare il Vostro ente.

E’ infatti grazie a Voi e all’opportunità che mi avete offerto che ho potuto imparare sul campo competenze e conoscenze.
Parlo ad esempio della capacità di lavorare in team affrontando le difficoltà che tutto ciò comporta (trovare punti di accordo tra idee diverse; rimediare e discutere riguardo ad errori che il singolo, e soprattutto io inesperta nel settore, può compiere; ma anche dare il proprio piccolo contributo cercando di capire la complessità del sistema sottostante a tutto ciò che si fa) tenendo sempre presente l’obiettivo primario che Avis si prefigge: salvare Vite umane e preservare la salute del Donatore.

Inoltre, per quanto mi riguarda, l’esperienza del servizio civile è stata per me vissuta come un piccolo approccio a quello che può essere un’esperienza lavorativa, e un’esposizione a quello che tutto questo comporta. Non è semplice dare sempre il cento per cento di se stessi, mettere da parte le difficoltà che la “vita privata” ti pone ed essere tenaci riguardo quello che ti si chiede; sono una studentessa universitaria e tante volte è stato difficile conciliare le due diverse attività, il tempo era poco, gli impegni molti e la voglia di riuscita in entrambi i campi tanta; per questo ho imparato poco alla volta a gestire ciò e sconfiggere la sensazione di non farcela.

Infine non sottovaluto l’insegnamento, forse, più grande che quest’esperienza mi ha dato: un obiettivo chiaro, puro, senza secondi fini, sincero, vero, sentito COME QUELLO CHE AVIS SI PONE, ti ricarica di energia man mano che il tempo passa, ti arricchisce di una sempre maggiore voglia di fare, di battersi per quella causa, di farcela, di essere parte attiva di tutto ciò.

E’ per questo che Vi ringrazio nuovamente e immensamente per avermi dato questa’ opportunità, per “avermi fatto entrare nella vostra Comunità”, accompagnato in questo percorso che è stato fondamentale alla mia crescita come Persona che solo adesso può approcciarsi al mondo con nuovi occhi, occhi più sensibili e maturi.

P.S. un appunto… sono entrata nel mondo Avis con una grande fobia che vi sembrerà paradossale: paura del sangue. Per questo non so bene chi ringraziare ma so solo che un anno all’intero della vostra associazione, all’esposizione diretta ai donatori, a diretto contatto con le sacche di sangue mi hanno fatto superare questa paura. Questa cosa è ridicola è vero, ma è così.


Silvia

Dal 1° febbraio 2007 al 31 gennaio 2008 ho svolto il Servizio Civile Volontario presso la sede dell’Avis Comunale di Milano con un progetto dal titolo “Donatori si diventa, Formazione di un team di facilitatori per la promozione della donazione di sangue, la chiamata, l’accoglienza e la fidelizzazione dei donatori, per aumentarne il numero e attrarre nuove energie all’Avis”.

Ritengo che l’esperienza di questo anno di servizio sia stata molto importante soprattutto da un punto di vista umano: numerose sono state le occasioni di confronto e di crescita nella relazione con il personale presente dell’UR e con gli altri volontari, anche del servizio civile, ma anche attraverso il contatto con i donatori e con gli aspiranti donatori.

Sono molte le attività svolte durante l’anno di servizio civile, la maggior parte delle quali previste dal progetto. Gli obiettivi generali prevedevano infatti di coinvolgere attivamente i giovani nella mission principale di Avis, cooperare alla gestione complessiva del rapporto con il “donatore”, promuovere la donazione di sangue (anche attraverso il “reclutamento” di nuovi donatori), l’informazione e l’educazione alla solidarietà anche in ambito scolastico (quale terreno privilegiato di formazione e educazione degli aspetti della convivenza, della cittadinanza, della partecipazione e della progettualità in ambito sociale).

Dopo le prime settimane dedicate alla formazione ho avuto modo di conoscere più da vicino l’attività dell’Associazione e dell’UR: mi sono occupata della gestione dei dati relativi alle raccolte, della promozione e del contatto diretto con il donatore. In particolare ho lavorato per alcune settimane in accettazione e mi è stato affidato il compito di effettuare le chiamate a coloro che avevano chiesto informazioni sulla donazione tramite iscrizione al sito e la gestione dei dati relativi agli esiti di queste chiamate.

Negli ultimi mesi ho lavorato soprattutto alla promozione nelle ultime classi di alcune scuole superiori della città di Milano, selezionando e approntando il materiale per gli incontri, partecipando agli stessi e chiamando poi i ragazzi interessati per dare ulteriori informazioni utili alla donazione.

Rispetto alle aspettative il servizio si è rivelato molto ricco di esperienze significative, sia da un punto di vista umano che più strettamente formativo e professionale. Credo di aver maturato in quest’anno una buona dimestichezza con la pratica della promozione del dono di sangue e più in generale della promozione della solidarietà.

Entrare in questa “famiglia avisina” è stata davvero una bellissima esperienza: è stato piacevole passare qui un anno intero, costruendo rapporti per me significativi con tutto il personale dell’Associazione (sia a livello Comunale che Regionale), con personale tecnico-sanitario impiegato nell’UR e con tutti i volontari. Grazie alla formazione ottenuta e all’interesse per le attività svolte mi sono sempre più appassionata al mondo del volontariato e questo ha fatto crescere in me una forte motivazione a continuare il mio impegno all’interno dell’Associazione anche in futuro.

2010

Alessandra

UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE … ALLA SCOPERTA DEL MONDO AVIS!

Ormai siamo giunti al termine del mio anno di servizio civile presso Avis Regionale Lombardia.

Prima di cominciare il servizio civile non avevo idea di quello che poteva essere Avis. Certo conoscevo il nome e cosa faceva, ma non me ne è mai importato molto.

Nei primi mesi di servizio abbiamo frequentato tante ore di formazione in cui ho cominciato ad “assaggiare” i valori di Avis e il suo “mondo”. I valori di solidarietà che Avis cerca di trasmettere grazie alla donazione del sangue sono diventati pienamente condivisibili da me coniugandoli con la mia esperienza di fede e di volontariato in parrocchia e in oratorio. Ho quindi deciso di iscrivermi ad Avis per diventare donatrice e a maggio ho effettuato la mia prima donazione e tra una settimana sarà la mia seconda. Ho preso questa decisione perché ho capito l’importanza del dono agli altri più bisognosi di me. Più avanti nel servizio ho anche capito i meccanismi e le dinamiche di questo che a me piace chiamare Mondo Avis, abbiamo visitato strutture su tutto il territorio per capire bene il funzionamento di questa enorme “macchina” che aiuta gli altri ogni giorno, salvando anche molte vite.

Tutto il servizio è stato un’esperienza fortemente formativa sotto due aspetti particolari: quello professionale e quello “personale”. Sotto l’aspetto professionale ho imparato a vivere in un contesto e in una dinamica lavorativa a tutti gli effetti con suoi pro e i suoi contro. Ho imparato a gestirmi i tempi di consegna di compiti datomi dal personale dell’ufficio, a usare nuovi strumenti informatici tipo excel e database, a capire che non tutto quello che mi passava per la testa di fare era attuabile ma che bisogna attendere le approvazioni da persone più esperte di me. Sotto l’aspetto personale sono cresciuta molto perché ho acquisito sicurezza in me stessa e sono diventata un po’ più autonoma a livello pratico.

Ringrazio tutto lo staff dell’ufficio: Laura, Daniela, Danila e Andrea, tutto il consiglio direttivo: in parti colare: Miro e Pierangela. Ringrazio la mia ex OLP Silvia. Ringrazio anche Enrico, il mio compagno di SCN, Fred e Badre per avermi tenuto compagnia nei momenti di svago e di ufficio.

 

Enrico

UN ANNO DI SERVIZIO CIVILE IN AVIS

Dopo la scuola, cercando lavoro, in un periodo non dei migliori a causa della crisi economica, sono venuto a conoscenza del Servizio Civile tramite l’Avis della mia comunale di Vedano al Lambro.

Prima di iniziare il Servizio Civile Volontario, ho dovuto presentarmi a una serie di colloqui per la selezione.

Successivamente, fortuna vuole, sono venuto a conoscenza di essere uno dei candidati che era stato preso in Avis.

Il tutto è iniziato il 16 di novembre dell’anno scorso 2009.

Durante i primi giorni mi hanno spiegato come prepararmi per l’anno di Servizio Civile.

Per le prime settimane avevo poco da fare al computer, poi mi hanno assegnato delle mansioni.

Mi sono occupato delle Newsletter e successivamente dell’archivio.

Nel percorso ho fatto numerose altre cose come l’esperienza dei convegni, delle fiere, delle avisiadi.

In tutte le occasioni come: l’ECM, il Cristina Rossi, l’assemblea Regionale a Meda, la rassegna stampa per il video promozionale sulla campagna “Tutti dovremmo farlo”, la mostra AVIS a Lodi, la Fiera del Volontariato al Palazzo delle Stelline, Fiera informatica SMAU a Milano ci si è preparati in modo adeguato.

È stata l’occasione per conoscere nuove persone, nuovi posti, lavorando con compiti diversi: accettazione – accoglienza, propaganda agli stand, realizzazione di volantini e preparazione del materiale per le iniziative in programma.

Per prepararci ad affrontare l’anno in corso, non è mancata la formazione generale e quella specifica, che ritengo sia stata molto importante e interessante per capirne meglio le finalità dell’associazione AVIS e la figura del volontario.

Mi sono trovato bene in Avis Regionale con tutti anche con i ragazzi del Servizio Volontario Europeo, prima Anna e poi Fredo e Badre che mi hanno mostrato le loro realtà.

Ritengo in questo anno di essere  maturato e cresciuto sia come donatore – volontario che come persona.

È stata una piacevole e formativa esperienza e sono certo che mi mancherà la sede Avis Regionale ma soprattutto mi mancheranno le persone che mi hanno accompagnato con affetto durante questo periodo.

Tutte le altre testimonianze le potete leggere sul blog dedicato ai volontari