Si è svolto a Lodi il 18 giugno il corso ECM dal titolo "La selezione del donatore di sangue: obbiettivo condivisione ".
Il Convegno, organizzato dall'Avis Provinciale di Lodi, inserito nel piano formativo dell'Avis Regionale, si è svolto, come previsto dalle due sedi provinciali, nell'ottica di una intelligente collaborazione interassociativa. Oltre alla prospettiva di una collaborazione, naturalmente scaturita dalla condivisione degli obiettivi, si è voluto rispondere ad una domanda, legittima, di uniformità di procedure, nell'ambito dell'attività dei donatori in due province vicine; è noto infatti che alcune sedi comunale cremonesi afferiscono i propri donatori al Centro Trasfusionale di Lodi.
Il programma si è sviluppato in tre parti:
1- Il parere dei trasfusionisti con la presentazione di due relazioni:
· Umberto Bodini (SIMT Cremona): I Farmaci
· Giuseppe Cambiè (SIMT Lodi ) Le problematiche immunitarie
2- Il Punto di vista degli specialisti
· Il Cardiologo ( E. Marangoni)
· l'Ematologo (R.Cairoli)
· Il Pneumologo ( L. Negri)
· Il Geriatra ( R. Altavilla)
3- Tavola Rotonda: moderata dal dottor G.Cambiè
Tema: Programmazione della raccolta e autosufficienza
- Domenico Giupponi, Presidente Avis Regionale
- Ferruccio Giovelli. Presidente Avis Comunale di Cremona
- Casimiro Carniti, Presidente Avis Provinciale di Lodi
Molto apprezzate le relazioni e vivace la tavola rotonda. Il dottor Bodini ha davvero riscosso un particolare apprezzamento per i risvolti pratici ed utili prodotti dalla sua analisi sull'utilizzo dei principali farmaci. Molto seguita, specialmente dai molti medici e professionisti presenti, la presentazione del Dottor Cambiè.
Si è rilevata di una utilità straordinaria anche la seconda parte che ci ha offerto il parere autorevole di alcuni specialisti sui principali sistemi di valutazione diagnostica dell'idoneità del donatore: RX torace, ECG, esami del sangue oltre ad una valutazione confortante del geriatra in merito al limite di età massima per il donatore. Il Dottor Altavilla ha affermato che, a suo parere, un donatore potrebbe essere attivo, con serenità, fino a settantanni, previa valutazione personale, ovviamente.
Molto vivace la tavola rotonda; Giupponi ha manifestato il disagio personale e della sede Regionale per le relazioni davvero insufficienti tra Avis e
Il convegno ha dedicato attenzione al donatore, ha valutato ed aperto una fase di confronto in merito alle linee guida che definiscono l'idoneità alla donazione ma anche una seria valutazione dello stato di salute personale del donatore. Il valore espresso dal confronto e dalla condivisione conferisce qualità alle azione delle sedi Avis coinvolte, anche in questa occasione, unite dal lavoro comune.