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Dal mondo dello sport e della cultura del Brasile arriva una realtà che lavorerà con l'Avis Legnano nelle sue campagne di sensibilizzazione: è Abadá, associazione brasiliana per il sostegno e lo sviluppo dell'arte della Capoeira, la tradizionale danza afrobrasiliana.
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| Presente in 56 nazioni, da dieci anni Abadà organizza anche in Italia corsi, gare e seminari per far conoscere quest'arte marziale che unisce combattimento, danza, canto e musiche suonate con gli strumenti tradizionali. Abadá-Capoeira ha organizzato una campagna di otto mesi che culminerà durante il "Terzo Incontro Internazionale di Capoeira", in programma nei giorni di venerdì, sabato e domenica prossimi tra Legnano e Castellanza. L'evento -che vede per la prima volta in Italia il presidente e fondatore di Abadà, Mestre Camisa- è anche una grande festa a favore della donazione. «È un modo per trovare nuovi volontari, ma anche per diffondere una visione vera e diversa della Capoeira, che non è solo la danza folcloristica raccontata dai turisti di ritorno dal Brasile -dice il presidente di Avis Legnano, Roberto Stevanin-. La Capoeira persegue i medesimi valori di Avis: quelli della solidarietà, del rispetto reciproco, dell'aiuto del prossimo. La storia travagliata di questa danza, che ormai è diventato un vero fenomeno culturale, è la testimonianza più diretta del desiderio di integrazione e aiuto reciproco». Abadá è stata fondata nel 1988 da José Tadeu Cardoso, detto Mestre (maestro) Camisa, sulla base degli insegnamenti di Mestre Bimba, che nel Secondo Dopoguerra diede nuovo impulso a questa disciplina, unendo elementi tradizionali e moderni e creando lo stile "Regional". «Abadà è impegnata da anni in varie campagne sociali -spiega Mestre Camisa-, ma questa che stiamo portando avanti assieme all'Avis è quella che più mi rende felice: il sangue è un bisogno che travalica le frontiere e raggiunge tutto il mondo allo stesso modo. Il sangue non si fabbrica, non si compera. Il sangue è un bene prezioso di e per tutti». Praticare la Capoeira con Abadá vuol dire immergersi completamente nella cultura brasiliana. Non si imparano solo mosse e ritmi, ma anche la lingua: le canzoni che il gruppo deve imparare sono in portoghese, e in portoghese è la comunicazione fra allievi e maestri. L'associazione no profit si distingue per il suo impegno in campo sociale: a Legnano Abadà è presente da due anni grazie all'impegno dell'istruttore Luiz Gavião: «La Capoeira si basa su valori molto forti: condivisione, disciplina, rispetto per l'avversario. Questo sport è uno strumento di integrazione per i soggetti più deboli della società. Per i bambini, poi, è una forma di educazione: una delle poche, se non l'unica, nelle favelas delle città brasiliane, dove io stesso ho lavorato con Abadá». La donazione del sangue è un tema particolarmente caro all'associazione: «Nel 1999 -continua Gavião- in occasione dei Mondiali di Capoeira a Rio de Janeiro, il nostro impegno nella sensibilizzazione ha fatto segnare un record: in un solo giorno 6mila capoeiristi hanno donato il sangue». |