10-11-2010 Autore: Ettore Degli Esposti
Donazioni in aumento in una rete più forte: un nuovo bilancio positivo per il primo semestre di Avis in Lombardia.
Positivo il bilancio della rete di Avis nella regione per il primo semestre del 2010. Le cifre raccolte nel report sintetico redatto da Avis regionale Lombardia confermano infatti un trend positivo complessivo, un ulteriore aumento nel numero delle donazioni e la forza sempre maggiore della raccolta associativa.
Queste in sintesi le cifre: le donazioni passano dalle 250.228 del primo semestre 2009 alle 257.949 del 2010, registrando un aumento del 3.1% (+7729 donazioni), con il risultato straordinario della raccolta in provincia di Sondrio che, confermando trend recenti molto positivi nel territorio, ha registrato un + 16.9% (da 5828 a 6813 donazioni).
Anche per la raccolta associativa complessiva (sangue, aferesi e multicomponenti), che rappresenta il 37% della raccolta totale regionale, si registra un aumento del 4.36%, passando dalle 91.451 alle 95.435 donazioni con una punta nella provincia di Cremona che registra un +20 %.
Le cifre raccolte indicano quindi come l'autosufficienza possa ritenersi ad oggi salva, ma allo stesso tempo impegnano la rete di Avis per il futuro. “Credo che questi dati ci dicano una cosa molto semplice - commenta Domenico Giupponi, presidente dell'Avis regionale Lombardia -. Il trend è positivo perché si stanno consolidando obiettivi e strategie che da tempo le Avis si sono date. Ma non solo. Grazie alla struttura regionale si lavora sempre di più in rete e questo, oltre a favorire le sinergie, mantiene la consapevolezza ed il forte senso di appartenenza al sistema, ossia l'elemento chiave per raggiungere questi risultati. Parliamo di un patrimonio di cultura e di competenze che va difeso e salvaguardato e lo faremo attraverso una comunicazione più moderna, una rete ancora più efficace e una sempre maggior fidelizzazione dei nostri volontari. Non posso però non sottolineare – conclude Giupponi – come tutto questo avvenga nonostante un difetto di dialogo e quindi di programmazione con la Regione, che abbiamo sollecitato invano più volte per un nuovo incontro dove ci piacerebbe rinnovare le premesse di collaborazione e discutere del piani futuri sul tema sangue. “