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News 29/06/2016

AVIS ha perso uno dei “padri fondatori”: Gianfranco Callegari

L’AVIS piange la scomparsa di Gianfranco Callegari.

Il Presidente di Avis Lombardia e Avis Provinciale Brescia lo ricordano con commozione così:

Caro Gianfranco,

ho sempre pensato che le persone grandi, coloro che lasciano un “segno”a prescindere dal ruolo e dalla posizione sociale, appartengono alla nostra memoria di uomini e donne impegnati nel dare risposte a bisogni diversi ed essenziali del vivere sociale.

Per me è per tutti noi tu rappresenti quel l’esempio di umiltà vissuta al servizio degli altri e dedizione al tuo impegno professionale, molto spesso al servizio dei più umili, coloro che non si sentono ma che per te hanno fatto tanto rumore da indurti a quel l’impegno che ti riconosciamo ringraziandoti.

Rimarrai nella mia memoria tra coloro che hanno contribuito a rendere grande la nostra associazione in un momento di grande crescita.

Sarai per me testimone ed esempio di vita. Grazie Gianfranco a nome di tutti e nella memoria di ognuno.

Domenico Giupponi.

Caro  Gianco,

per noi, famiglia avisina, sei stato e rimani un “padre fondatore”, guida ieratica e punto di riferimento. Figlio d’un epoca d’iniziazione e padre d’una evoluzione strutturata e organizzata, forte dei propri obiettivi e dei propri principi e impegni.

Poi nonno saggio, pacato e misurato, distante dagli incarichi ma attento e appassionato ad ogni trasformazione e mutamento. A volte preoccupato ma sempre stimolo positivo e compagno prudente delle nostre scelte.

Mai invadente, sempre disposto al dialogo e alle condivise mediazioni.

Hai spesso ricordato i tempi epici di suor Melania, ricordato i sacrifici e l’abnegazione dei donatori che arrivano anche settimanalmente in bicicletta, sorriso con benevolo rispetto di chi approfittava per l’unica occasione di mangiare una bistecca. Richiamato il senso di responsabilità, di chi più fortunato da miglior posizione sociale, aveva l’obbligo di aiutare la società a crescere, a ritrovarsi, ad essere educata ed informata. Mettendo a disposizione i propri strumenti, le proprie conoscenze ma, soprattutto, mettendosi a disposizione.

Non intorno ad un interesse ma per un ideale, un valore, una opportunità di crescita e di sviluppo sociale e comunitaria, che solo passa attraverso la promozione umana.

Animato dal rispetto costante per la semplicità e la modestia d’animo e dei mezzi, con la capacità di tendere sempre la mano, e l’attenzione al sottolineare le caratteristiche della generosità come virtù teologale. Di quella teologia laica, prima ancora che religiosa, che sa unire tutti gli uomini e creare ponti di solidarietà, oltre ogni appartenenza.

Nella consapevolezza d’una necessità ci hai guidato a declinare, in quotidiane e personali azioni, con modestia e senza eroismo, il verso di Turoldo “ ……ragione é necessitata a credere ma, prodigio ancor più grande è il credere”.

In fondo, ci hai insegnato, come ognuno di noi possa essere “pioniere “ del proprio tempo, se sa essere innovativo, cogliere i cambiamenti, anticipare le trasformazioni, guidare i percorsi ed i processi.

Confrontarci allora con chi è stato prima di noi, coglierne l’entusiasmo, emularne la volontà e l’impegno, il coraggio e a volte la misurata irresponsabilità per non essere conformi, non può che aiutarci.

Con umiltà, senza arroganza o presunzione, con conoscenza e voglia di approfondire e confrontarsi.

​Una comunione d’intenti che, con qualche ambizione, ha inteso dare continuità e senso alla nostra azione, rendere valore al nostro impegno e a chi ci ha preceduto.

Vorremmo solo non deludere!

Grazie Gianco, del tuo esempio e della tua amicizia

E, come ti sarebbe piaciuto, ti garantiamo che non sarai per noi ricordo ma vivida e quotidiana memoria.

Un abbraccio

Gianpietro Briola