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Comunicati stampa 15/02/2012

Sistema Trasfusionale regionale

Abbiamo indugiato in articoli precedenti, a titolo di chiarimento informativo, su aspetti interessanti dell’attenzione rivolta dalla Regione Lombardia alla Medicina Trasfusionale, focus naturale l’Associazionismo.

Un nuovo spunto ci è offerto da un importante documento prodotto dalla Regione Lombardia con la Deliberazione di Giunta n.2633 del 6.12.2011, pubblicata sul BURL serie ordinaria 16.12.2011 n.50:”Determinazioni in ordine alla gestione del Servizio socio-sanitario regionale per l’esercizio 2012″.

Possiamo estrarre dall’ampia serie delle reti del sistema di funzioni delle aziende sanitarie lombarde il punto che ci interessa:”Sistema trasfusionale regionale” e, breve ed essenziale qual è, riportarlo qui:

“L’attenta programmazione finalizzata al mantenimento e perseguimento dell’autosufficienza di sangue, emocomponenti ed emoderivati, attraverso il lavoro in sinergia di tutti gli operatori direttamente coinvolti nel processo donazione/trasfusione – istituzioni, operatori sanitari, e associazioni di volontariato – garantisce alla nostra Regione piena autonomia a supporto delle attività delle strutture sanitarie. Regione Lombardia si pone l’obiettivo di realizzare il Sistema Sangue Regionale nel rispetto delle indicazioni programmatorie regionali e nazionali. A tal fine si rende necessario procedere all’adozione, con legge, del nuovo Piano Sangue Regionale nel rispetto di quanto previsto dalla l.r.33 del 2009. Regione Lombardia conferma le risorse previste per l’anno 2011 e promuove altresì, in attuazione della normativa nazionale e regionale, azioni finalizzate a garantire nelle strutture trasfusionali un elevato livello di qualità e sicurezza con particolare riferimento ai requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici delle attività sanitarie dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta previsti dall’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 16 dicembre 2010″”.

Possiamo rilevare:

a) la sottolineatura della necessità di un lavoro sinergico tra Istituzioni, operatori sanitari e associazionismo volontario, con l’obiettivo di adottare, con legge, il nuovo 6°Piano Sangue Regionale, a seguire rispetto al 5° (l.r.8.2.2005 n.5) che il Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità (l.r.30.12.2009 n.33) non ha abrogato, punto sul quale il pressing di AVIS Lombardia sulla Regione non conosce soste;

b) conferma delle risorse previste per il 2011, punto sul quale occorrerà riflettere;

c) riguardo alla qualità e sicurezza dei servizi trasfusionali riferimento all‘Accordo S/R del 16.12.2010 sui requisiti minimi, sostanziale recepimento dell’Accordo, che vede AVIS Lombardia impegnata sul delicato fronte delle Unità di raccolta, struttura “propriamente detta” associativa (Accordo), attraverso iniziative di informazione/formazione, di ricognizione e di coordinamento.

 

Felice Majori

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